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REGOLAMENTO
Il regolamento è scritto non per obbligare i partecipanti a tenere un determinato comportamento durante il trekking ma per far sì che la spedizione si svolga nel migliore dei modi e soprattutto che sia portata a termine da tutti i partecipanti, nel rispetto di tutti i membri del gruppo, le guide e le persone che s'incontreranno durante il cammino.
TRASFERIMENTI-TRASPORTI
Durante il viaggio in aereo ed eventuali trasferimenti ognuno è responsabile del proprio bagaglio ed eventualmente di quello che gli viene affidato, inoltre deve aiutare il gruppo nelle operazioni di carico-scarico bagagli.
Si devono rispettare gli orari che vengono prestabiliti.
ALIMENTAZIONE DURANTE IL RAID
Per quanto riguarda l' alimentazione il cibo sarà scelto tra quello reperibile nella zona, che fortunatamente è ricco di carboidrati e povero di grassi, quest' ultimi da escludere quasi totalmente per la grossa quantità di ossigeno che il corpo umano necessita per la loro digestione, ossigeno assolutamente indispensabile per la sopravvivenza in alta quota. (vedi cap. alta quota)
I pasti principali ed i ristori saranno a base di: riso, pasta, patate, lugumi , cibo in scatola, frutta secca e fresca, verdura, avena, cereali, pane, biscotti, merendine confezionate, succhi di frutta, latte in polvere, cioccolata calda, cioccolata in tavolette, the,
Ognuno è libero di portare con se da casa, barrette energetiche, e "bombe"varie, secondo abitudine.
INFORMAZIONI IMPORTANTI SULL'ALTA QUOTA
Premesso che la sopportazzione o meno all'alta quota non è prevedibile, tanto meno è possibile fare affidamento ad esperienze precedenti oppurre ad allenamenti o alla nostra forza fisica, il male d'alta quota può colpire chiunque, quindi e bene fare attenzione a determinati comportamenti e non basarsi unicamente sulle proprie capacità sportive sottovalutando accorgimenti e sintomi che possono presentarsi durante il raid. Ciò non significa farsi prendere dal panico al primo mal di testa od affanno.
Segnalare alle guide aventuali mal di testa persisteni e tosse fastidiosa.
In alta quota la pressione dell'aria diminuisce per cui il fabbisogno di ossigeno aumenta notevolmente ancor di più in condizioni di sforzo accellerando la respirazione e dunque importante allenarsi alla respirazione addominale ed applicarla nelle condizioni di grande sforzo in alta montagna, in quanto così viene ad essere meglio ventilata la parte bassa dei polmoni.
La carenza di ossigeno, ad alte quote, accellera la respirazione; il centro della respirazione si adatta poco a poco a questo nuovo ritmo, così che anche per un certo periodo dopo il ritorno in zone più basse, viene mantenuta una respirazione accellerata.
Le vie aeree superiori purificano, temperano e modificano l'aria respiratoria prima che questa giunga agli alveoli polmonari. Solo per questo processo occorrono fino a 6 LITRI D' ACQUA AL GIORNO.
Rapido calo di peso, viso stanco e ridotta eliminazione di urina costituiscono la tipica sintomatologia dell'alpinismo alle grandi altezze. Valori ematocritici superiori al 55-60 % sono provocati non già da un'eccessiva produzione dei globuli rossi, bensì dal rapido abbassamento del volume plasmatico. Il principio è analogo a quello del riso in brodo sul fuoco: quanta più acqua si fa evaporare, tanto più s'inspessisce la minestra. Col cucchiaio si tira su più riso, ma il numero totale di grani di riso nel brodo non aumenta. Un eccesso di globuli rossi fa più male che bene.
Quest'affermazione contrasta con la secolare convinzione per la quale un valore ematocritico assai elevato (=molti globuli rossi)sarebbe segno di buon adattamento alle alte quote. In realtà, esso è la conseguenza della picnemia (ispessimento del sangue o alta concentrazione ematica)e, pertanto, espressione di un DEFICIT D'ACQUA. Valori ematocritici molto elevati segnalano, in alta quota un rischio acuto per la salute e
la vita.
Normalmente vanno persi ogni giorno tra urina sudore e feci 2-3 litri d'acqua che devono venire reintregrati attraverso cibi e bevande. ALLE ALTE QUOTE IL FABBISOGNO QUOTIDIANO D'ACQUA SALE A 5-8 LITRI.
E' importantissimo fare attenzione alla quantità di urina che si espelle ogni giorno. Man mano che ci si acclimata, la quantità quotidiana di urina dovrebbe raggiungere un litro (per brevi periodi anche 0,5 litri)al giorno. Se la quantità è inferiore, il fatto deve essere considerato alla pari di una marcata perdita di peso, sintomatica di una eccessiva disidratazione, e occorre provvedere a somministrare liquidi in abbondanza. Una tecnica elementare per poter calcolare rapidamente la quantità di urina che si espelle è quella di provare a casa ad urinare in un contenitore misuratore di liquidi contando i secondi della durata della minzione (pisciata) es. 1-2-3-4-5 ecc. controllando poi al termine la quantità di urina prodotta. Più semplicemente so che in tot secondi produco tot pipì.
Molto importante è un'adeguato apporto di sali: si raccomanda vivamente il loro impiego.(vedi cap.medicinali).
Ricordarsi di BERE SPESSO anche se alle alte quote la sensazione di sete diminuisce notevolmente.
Il calore si produce in continuazione nel corpo come "prodotto di scarto"del metabolismo. Ciò serve al mantenimento di una "temperatura di esercizio" costante di circa 37°.
Considerando che l'intensa attività fisica aumenta notevolmente la temperatura corporea fino addirittura a 40° (che non deve essere considerata febbre) il fabbisogno quotidiano d'acqua aumenta di circa 0,5 litri per grado d'aumento di temperatura.(AUMENTARE L'IDRATAZIONE).
Bisognerà prestare particolare attenzione ad alcuni esami. Alcuni focolai infettivi (denti, cavità nasali)infiammazioni croniche, anche se a casa da anni non provocano dolori, rappresentano in'importante fonte di pericolo. Soprattutto con grandi sforzi fisici alle alte quote, questi focolai possono venir riattivati dalle differenze di pressione. Ad alte quote posso rappresentare un problema anche le otturazioni mal fatte (le minime infiltrazioni d'aria si fanno sentire alle alte quote provocando "dolori da pressione").
L'edema cerebrale e quello polmonare d'alta quota in realtà è raro, ma rappresenta, la più pericolosa e insidiosa delle malattie d'alta quota.
Per quanto pericolose sianole complicazioni dell'alta quota, considerate nel loro complesso, sono abbastanza rare. Da uno studio effettuatto, su 3200 alpinisti è risultato che meno del 10% degli alpinisti hanno sofferto di disturbi d'alta quota. Quindi per oltre il 90% non sono insorti problemi di altitudine. Gli incidenti mortali tuttavia nella maggior parte dei casi sono stati causati dalla quasi totale assenza di attrezzature adeguate.
ULTERIORI SUGGERIMENTI PER L'ALTA QUOTA ED IL FREDDO
-Abbondante applicazione di speciali creme solari per assicurare una buona protezione della pelle dai raggi UV. In condizioni limite o con una pelle già in cattive condizioni, usare paste coprenti con fattore di protezione superiore a 10.
-Allenarsi alla respirazione addominale: è assai economica, soprattutto alle alte quote.
-Ungere le narici di vaselina: ci si protegge così dall'essicazione e dalle incrostazioni del naso e dalle screpolature della pelle, nonché dall'infiammazione dovuta dalla "goccia al naso"
-Pastiglie per la gola, "salivazione artificiale" (vedi cap. medicinali) che proteggano dall'essicazione della bocca e prevengono la tosse secca.
-Una marcata perdita di peso, scarsa eliminazione di urina ed alti valori ematocritici son segnali d'allarme, facilmente controllabili, di disidratazione. Questa sintomatologia è sempre accompagnata da picnemia. Pertanto è indispensabile BERE IN ABBONDANZA GIA' UNA SETTIMANA PRIMA DI PARTIRE. Alle alte quote è facile bere troppo poco, difficile bere troppo.
-Dormento a quote dai 4000 mt in su, può manifestarsi un senso di oppressione al petto o di difficoltà respiratoria. A questi disturbi si può ovviare tenendo sollevata la parte alta del corpo con maglione o pile.
-Misurare il polso allo stato di riposo al mattino prima di alzarsi ed alla sera prima di dormire. Si saprà così qual è lo stato di acclimatazione. Dopo una buona acclimatazione, anche alla quota di 6000 mt il valore non dovrebbe essere sostanzialmente superiore ai valori normali.
-Non indossare mai abiti, scarpe, occhiali ecc. troppo piccoli o stretti. A scarpe meno larghe ci si abitua, alle dita congelate no.
-E' preferibile vestirsi con il freddo a strati, porre attenzione a che la biancheria, le calze ecc. siano in grado di trattenere l'acqua e siano in materiale sintetico.
-Nei bivacchi freddi o in situazioni di emergenza, nel sacco a pelo respirare attraverso uno strato di lana, per non cedere immediatamente all'ambiente il calore della respirazione. Non bere mai sostanze alcoliche, che aumentano le dispersioni termiche. Gli zuccheri invece forniscono combustibile e consentono l'immagazzinaggio dei carboidrati.
-Utilizzare la biancheria umida impregnata di sudore come strato esterno, eventualmente sopra una giacca a vento. Infatti, questi capi di abbigliamento riscaldano ancora e si asciugano facilmente. Il miglior isolamento termico nei confronti del terreno è costituito dalle stuoie di schiuma di poliuretano con sotto il telo termico (survival).
-Evitare di fumare perché riduce la quantità di ossigeno veicolato dal sangue. L'alcol va evitato perché ha effetti diuretici e in tal modo può causare una maggiore disidratazione.
-Evitare, se non in casi estremi, di assumere sedativi, aspirina, antinfiammatori, antidolorifici perché potrebbero mascherare i sintomi del male d'alta quota.
MISURE IGIENICHE: COME DIFENDERSI
Il Marocco come in altri paesi meno civilizzati del nostro ci si deve difendere nel migliore dei modi da alcune malattie a cui non siamo abituati, ricorrendo a misure igieniche supplementari. Anche in questo caso senza esserne esageratamente ossessionati.
La maggiore attenzione va riservata all'acqua di rubinetto o di fonte non deve essere mai bevuta né utilizzata per lavarsi i denti o per lavare la frutta. Anche l'acqua cosidetta filtrata, come è spesso scritto negli alberghi, dev'essere considerata col massimo scetticismo.
-EVITARE:
-Bevande già pronte in vendita lungo le strade delle città.
-Bottiglie di acqua o limonata, se abbiamo il sospetto che siano state aperte ed allungate con acqua.
-Frutta e verdura anche con la buccia senza che prima sia stata messa a bagno e disinfestata.
-Gelati non confezionati in vendita soprattutto sulle strade
-Latte fresco non sterilizzato o pastorizzato.
-Carne cruda.
-Ghiaccio in cubetti nelle bibite.
Per quanto riguarda l'acqua comune a tutto il gruppo, saranno le guide a provvedere alla sterelizzazione, per altri casi si consiglia di bere caffè, tè, bibite tipo coca cola, aranciata, acqua in bottiglia ben sigillata.
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